Morgano: i signori di Capri

Posh (30/06/2011)

È dalla fine dell'ottocento che la famiglia Morgano fa dell'ospitalità la sua missione. Da quando Giuseppe e Lucia a Capri aprirono un famoso Caffé che portava il loro nome a quando finalmente dopo anni di attesa, il nipote riuscì a comprare il mitico Quisisana. Più che un hotel il simbolo della sua isola. Un luogo unico, dove sentire la storia e immaginare le vite dei personaggi che l'hanno abitato è facile. Perché qui Capri rivive ogni giorno il suo impareggiabile glamour. Gianfranco Morgano colpisce per la sua semplicità. Nel bellissimo salone del Quisisana. ci accoglie per una lunga conversazione più che sull'albergo sul mondo, su come è cambiato negli ultimi vent'anni, su come servire e soddisfare un pubblico che ha tante aspettative e pochissimo tempo da dedicarvi. Dalla sua esperienza di cardiologo ha imparato due leggi universali: che occorre costruire pian piano un successo e la grande cura per i particolari. Il suo albergo è un'esperienza. Dalle stanze, tutte con forte personalità, al ristorante da cui non ci si riesce a staccare (esperienza personale), alla Spa La Prairie, perfetta in ogni suo punto. La caratteristica comunque che più colpisce è la capacità del personale di riconoscerti, ricordare le esigenze dei clienti e la cortesia nel soddisfarle. Oltre a un amore vero per il Quisisana stesso, come Gianfranco Morgano racconta. La famiglia Morgano è diventata proprietaria del Quisisana nel 1981, ma ha una lunga tradizione di hotellerie, fin dall'inizio del '900. Da allora molte cose sono cambiate, ma anche solo negli ultimi 20 anni si è assistito a rivoluzioni del gusto, del modo di vivere ... Che cosa significa il servizio a una clientela come quella attuale che ha aspettative sempre più alte? Come si soddisfano i desideri, i bisogni ... Viaggiando molto, guardando anche le altre strutture di lusso come si comportano, cosa offrono... Il Quisisana non fa parte di una compagnia alberghiera ma è innanzitutto proprietà di una famiglia ed è un Leading Hotels of che World, un'associazione che presta grande attenzione e pretende altissimi standard di servizio. Anche il far parte del consiglio esecutivo di Leading mi permette di essere particolarmente aggiornato sugli standard. La differenza tra un hotel come questo e uno come può essere un Four Season, un Ritz Carlton o uno Strarwood, è il frutto che quando si entri al Quisisana si nota una differenza sottile per chi è abituato a vivere questo mondo. Ci si accorge che esiste una storia, sulla famiglia e un'attenzione ai dettagli che non è standardizzata e forzatamente perfetta. I sarti napoletani dicono che ogni abito che cuciono deve avere un qualche piccolo difetto, perché è questo che fa la differenza. Leading usa il termine "one of a kind" perché ogni struttura delle 450 è unica nel suo genere. C'è alla base di tutto una tradizione alberghiera, quella della mia famiglia, che va avanti da 200 anni, da quando Capri fu presa dagli inglesi. La clientela certo è molto cambiata: una volta il turista restava qui 20 giorni, un mese, ora al massimo una settimana. Chi viene in Europa si muove, mentre un tempo si veniva a Capri e si restava a lungo ... Di che nazionalità è la vostra clientela? Gli americani sono sempre stati numerosi qui al Quisisana, ma oggi ospitiamo molti sudamericani, che sono letteralmente innamorati del Quisisana e di Capri, soprattutto brasiliani e argentini, e poi nord europei, inglesi... Pochi russi devo dire. Gli italiani arrivano a un 30%, più o meno come gli americani che viaggiano tra il 25% e il 35%. Come era il Quisisana quando lo compraste? Quando comprammo il Quisisana apparteneva a Grunding mio nonno fortunatamente parlava tedesco molto bene e quindi era riuscito ad avere a che fare direttamente con i plenipotenziari dei Grundig. L'hotel era in pessime condizioni: il lavoro di mio padre e mia madre fu quello di rimetterlo a posto completamente, prendendo spunto dalla Scalinatella, sempre della nostra famiglia, allora l'albergo più in voga con solo 30 camere e una clientela molto esclusiva. Il desiderio di portare qualità, a livelli eccellenti è sempre stato insito nella vostra famiglia: dal Caffè Morgano alla Scalinatella... Chi fu il "promotore" di questa visione sin dall'inizio? La radice è dello zio Nicolino, il fratello di mio nonno, che visse tra la Cosca Azzurra e la Svizzera a contatto con la tradizione alberghiera migliore dei suoi tempi, in un ambiente assolutamente internazionale. Da qualche anno poi abbiamo aperto qui accanto il Flora che ricorda la Scalinatella: è un hotel piccolo, con poche stanze, ma di ricercata qualità. Io sono il manager anche di quello, ma mia madre e mio padre ne sono i gestori e i creatori. Come per il Quisisana, ogni singola camera porta la loro impronta: il fregio delle maioliche, le cromie ... Sono stati decisi da loro. Torniamo alla sua storia: lei si laurea in Medicina ma decide di gestire il Quisisana... Ho lavorato in Università a Napoli dall'81 al '93: mi sono specializzato in cardiologia, ho pubblicato un'ottantina di lavori e nel 1985 ho deciso di partire per New York dove ho avuto un'esperienza fantastica con la grande comunità di italoamericani, molti dei quali erano capresi, come il proprietario di Gino's uno dei ristoranti più celebri che quest'anno purtroppo ha chiuso la sua attività. Decisi di andare negli States perché l'Università di Napoli non aveva Borse di studio e quindi seguii un grande professore che era stato mio insegnante fin lì, e fu un'ottima cosa, non solo dal pumo di vista della mia professione... Alla fine del '92 il direttore del Quisisana andò in pensione e mio padre disse che avrebbe voluto uno della famiglia. I miei cugini dovevano gestire già altri alberghi e lavorare con mio padre non era facilissimo. In quel momento capii che ero a un bivio: la mia professione di cardiologo era un po' in stallo, così mi offrii e mi appassionai. Negli ultimi mesi ho intrapreso quesro "tour" con Leading per promuovere la storia della mia e di altre 22 famiglie che da quattro generazioni sono proprietarie di alberghi di lusso, e la domanda che mi viene rivolta più frequentemente è come feci a lasciare la carriera universitaria per una professione così di diversa e io rispondo che lo sento nel DNA. Che cosa pensa di aver portato al Quisisana? Tutto ciò che riguarda l'aggiornamento: dalla ristorazione con l'introduzione di un ristorante gourmet - nel '94 chiamai Marchesi come consulente del ristorante che vi rimase per tre anni, ai bar, alla spa, che ora è stata ampliata e abbellita, ma venne aperta già nel 2001 con un paio di cabine. Credo di aver portato un modo di gestire l'hotel totalmente diverso dalla concezione dei mie genitori: la loro era la generazione che usciva dalla guerra, imprenditori che non delegano, ma che accentrano. Ho cercato invece, ovviamente mantenendone la responsabilità, di decentrare, di affidare i diversi settori a persone competenti. Credo di aver portato una visione più inrernazionale ... Ad esempio il booking on line: mia madre e mio padre sono ancora convinti che sia sufficiente telefonare per prenotare una camera ... Perché secondo lei Capri è così legata al fascino del Quisisana? Forse perché quando entri al Quisisana senti la storia, immagini chi ci è passato. Probabilmente perché ogni cliente si seme trattato come se fosse unico, sia che si chiami Micheal Caine o Mario Rossi. E questo è il frutto dell'esperienza della gestione familiare di un grande a1bcergo. Attorno al Quisisana è sempre esistita un'aura di grande rispetto e riverenza: ricordo che quando ero bambino non ci passavo nemmeno davanti, tanto meno vi entravo, perché era un posto inviolabile. Ci racconta della Fondazione Capri e di Capri Excellence? Capri Excellence è un'associazione di imprenditori nata in un momento in cui, al contrario di ciò che hanno sempre fatto i miei genitori, ho cercato di compattare gli imprenditori dell'isola per affiancare l'amministrazione pubblica nei momenti decisionali di un luogo particolare com'è Capri. Ma nello stesso periodo pensammo anche alla cultura dell'isola: da qui sono passati personaggi incredibili e noi imprenditori abbiamo ritenuto di dover dare il nostro contributo istituendo la Fondazione Capri per promuovere: la cultura. Purtroppo le difficoltà sono molte, la tradizione che abbiamo sempre avuto è sempre stata di rivalità tra noi albergatori. L'ultimo podestà davvero illuminato risale al periodo antecedente al Fascismo, se ne andò nel 1934/35. Mi sono messo in gioco personalmente per superare le rivalità e ho trovato un inaspettato alleato in Tonino Cacace del Capri Palace con cui abbiamo dato il via a questa Fondazione ... e gli altri imprenditori si sono unici a ruota. Il primo anno abbiamo Ottenuto fondi pubblici che non abbiamo però avuto già dal secondo anno. Fortunatamente: la Sovrintendenza è sensibile agli eventi culturali e l'anno scorso abbiamo organizzato una mostra di Mimmo Jodice all'interno della Certosa, mentre quest'anno sono esposte le fotografìe di Herben List e Maurizio Galimberti. Qual è il complimento che le piace sentire riguardo al Quisisana? "Mi sono sentito a casa", "tornerò l'anno prossimo" ..... è una caratteristica del Quisisana quella di avere una clientela molto affezionata. come l'hanno pochi hotel al mondo. Uno dei consigli che lei ha dato ai giovani è quello di non avere fretta c conquistarsi i propri spazi poco a poco ... È una cosa che ho imparato quando studiavo medicina e quando poi ho svolto la mia professione: per ottenere traguardi ci vuole molto rigore e difficilmente il rigore si sposa con la velocità per raggiungere il traguardo fìnale. All'inizio stavo qui 18 ore al giorno con il precedente direttore, il mio mentore, che mi ha insegnato tutto: il suo modo di fare, per entrare in questo mondo complicato in punta di piedi. Può fare un percorso a 5 stelle di Napoli e della costiera? Se dovesse consigliare un suo ospite ... Le Sirenuse a Santa Caterina dove la famiglia Sersale è molto ospitale, e il Relais Blu a Massa Lubrense, gli ultimi alberghi in cui sono stato e che ho trovato molto belli. La famiglia comunque trasmette un carattere forte all'albergo ... Trasmette l'anima, benché magari ci siano piccole defaillance che però non si notano come accadrebbe in un Four Season ad esempio, dove tutto è così perfetto. I dipendenti del Quisisana capiscono Capri e l'essere capresi, il suo genius loci. Il Quisisana può stare solo a Capri. È po' come i Faraglioni, come la Grotta Azzurra. Le sue passioni? Viaggiare insieme alla mia compagna. Il miglior albergo in cui sia mai stato? Il Peninsula di Hong Kong. Gli alberghi di design le piacciono? No. per nulla. Li trovo senz'anima. Sono appena Stato a Bonn al bellissimo Kameha Grand, fatto da un archistar. Molto bello, ma quello che mi dico è: "tra cinque anni questo hotel avrà stancato". Gli hotel di design colpiscono, ma alla lunga...?